In Italia ci sono troppe Università Statali, che sfornano, eccezion fatta per alcuni corsi di Laurea, migliaia di disoccupati, o merce da sfruttamento. Spesso le professioni meno richieste sono quelle per cui ci sono più corsi di laurea. La cosa è anche comprensibile, considerando che l’Università è diventata un collocamento in cui sistemare gente che altrimenti farebbe la fame. Ovviamente queste bocche da sfamare sono di più laddove c’è il più alto numero di disoccupati.
L’alto numero di Università non giova nemmeno alla ricerca, in quanto i fondi per la ricerca divisi tra i vari atenei, bastano poi appena per pagare il personale, come sappiamo.
La soluzione è accorpare le Università, in modo da avere una sola Università per regione, o al più una Università e un politecnico. Ovviamente andranno chiuse delle sedi e accorpati i dipartimenti, nonché i corsi di Laurea appartenenti alla stessa classe di Laurea. Laddove le Università si opponessero all’accorpamento, cosa che avverrà sicuramente, si procederà a scegliere una Università che resterà pubblica e a vendere le altre. Riducendo i costi per lo Stato, l’efficienza della ricerca ed eliminando la piaga di Laureati sprecati.

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Spesso chi evade il fisco, non disdegna di chiedere anche prestazioni sociali di vantaggio, quali rette universitarie economiche, borse di studio e altre agevolazioni. Bisogna effettuare un controllo fiscale laddove vengano richieste delle prestazioni sociali di vantaggio, al fine di garantire che le condizioni vantaggiose siano effettivamente riservate a chi ha bisogno. L’evasore è un parassita. Il parassita tenterà di arraffare sempre il più possibile, non solo come tasse non pagate, ma anche come risorse a sbafo. Questa loro debolezza va sfruttata per braccarli.

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Se lo Stato ha un debito pubblico, c’è qualcuno che presta i soldi allo Stato per far fronte al debito. Questi soldi prestati allo Stato sono sottratti allo sviluppo e ad altri tipi di investimenti che possono favorire la crescita economica.
In questa ottica sono un ostacolo alla crescita, anche gli immensi capitali accumulati in poche mani o dalle aziende, in quanto sono comunque sottratte ad una circolazione della ricchezza e quindi al mercato del consumo.

Prevedere contratto di appalto nazionale per forniture (servizi/prodotti). Assegnare contratto con asta al ribasso, assumendo come base d’asta, il costo medio europeo per quel prodotto/servizio. Le regioni/strutture sanitarie saranno obbligate a utilizzare quel canale di fornitura almeno che a parità di servizio/prodotto non riescano ad ottenere un prezzo più basso.

Referendum

Posted: 09/06/2011 in Satira politica
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Numa va a votare e vota 4 si. Invita tutti i propri lettori a fare altrettanto.

Inauguriamo questa serie di spazi commento con quest’editoriale di Galli della Loggia: L’obbedienza che avvelena.
In questo editoriale il della Loggia, attribuisce i motivi della disfatta del PDL all’eccessiva obbedienza degli uomini politici del seguito di Berlusconi. Tale eccessiva obbedienza sarebbe dovuta, secondo l’autore, alla consapevolezza di tali politici che solo con Berlusconi porta voti. E fa poi un invito ad una minore obbedienza di questi politici, ad una maggiore autonomia di pensiero.
E’ senz’altro condivisibile la parte in cui dice che una selezione basata sull’obbedienza porta al prevalere dei meno capaci. Non condivido pienamente la parte relativa al perché di tale obbedienza. Il della Loggia trascura due elementi, la sete di potere, soldi e prebende dei politici italiani, la necessità per alcuni politici di trovare riparo in parlamento e sfuggire alla giustizia, e più di tutti trascura la legge elettorale, che affida al capo partita la scelta di chi portare in parlamento, collocandolo nelle prime posizioni della lista. Ovviamente il capo metterà ai primi posti i più obbedienti, i più affaristi, quelli che per necessità devono dire sempre di si.
La classe politica attuale è fruttto del trasformismo guidato da interessi personali, cosa che nasce prima di Berlusconi. Berlusconi ha saputo solo interpretare e dare a tali politici, già sul mercato prima della sua discesa in campo, quello che essi volevano. Di fatti i molti personaggi provenienti dalla cosiddetta società civile abbondanti nella prima Forza Italia, sono diventati via via merce sempre più rara nelle formazioni che Berlusconi ha via via fondato in questi anni.

Voglio qui inaugurare una serie di post, in cui offrire la possibilità di commento ad articoli, in genere di editorialisti, che compaiono su giornali online, e che sui siti di origine non è offerta la possibilità di commento.
Ovviamente mi limiterò qui, per problemi di copyright, a riportare il semplice link agli articoli suddetti, offrendo nella stessa sede un mio commento all’articolo stesso.
Chi vuole può segnalare articoli su cui gli farebbe piacere aprire una discussione.